La Repubblica 23/08/2008
AGGUATO RAZZISTA SUL LUNGOMARE. IDENTIFICATI I PICCHIATORI
Quattro del branco sarebbero già stati identificati grazie alle telecamere a circuito chiuso della stazione di Nervi. Nelle prossime ore, assicura il questore Salvatore Presenti, saranno fermati. Devono rispondere di violenza provata e lesioni, reati aggravati dalla discriminazione razziale. Sono i più violenti tra gli assalitori di Assunçao Bonvindo Mutemba, il ventiquattrenne universitario angolano insultato per il colore della sua pelle e picchiato a sangue venerdì notte.
Secondo gli investigatori della Digos si tratterebbe di semplici balordi, slegati da qualsiasi connotazione politica. Dicono che siano assidui frequentatori del locale della passeggiata dove sarebbe cominciata la discussione che poco più tardi avrebbe portato alla vigliacca aggressione. Un episodio che ha indignato la città intera. A partire da don Andrea Gallo: «Non si tratta solo di razzismo. Qui c´è una latitanza del pensiero, un´aridità del sentimento».
Don Gallo parla di "bullismo" e punta l´indice sui problemi della società, invocando una "rivoluzione culturale". «Lo sfondo è chiaro: ci si sfoga sui più deboli, su quelli che non possono difendersi. E allora questo episodio deve essere spunto per una riflessione collettiva: occorre mettere alla porta questo ospite inquietante che è il nichilismo. Bisogna affrontare il problema dell´occupazione, dei posti di socializzazione. E poi, spingere questi ragazzi a farli innamorare di loro stessi. Fargli riscoprire che possono avere delle capacità».
Il vice-sindaco Paolo Pissarello, dopo che il primo cittadino Marta Vincenzi - attualmente all´estero - aveva chiesto scusa a nome di tutta la città, aveva invitato lo studente angolano ad un incontro in municipio. Assunçao Bonvindo Muteba, figlio di un funzionario ministeriale africano, ha gentilmente rifiutato. «Ha detto che preferisce cercare di dimenticare - ha spiegato Pissarello - che vuole essere lasciato un po´ in pace e che deve cercare di ritrovare la concentrazione perché ai primi di settembre ha un importante esame universitario».
Il vice-sindaco ha ribadito il desiderio della amministrazione di aiutare il ragazzo a ritrovare la fiducia nella città: «Questo episodio è una ferita che Genova non si merita per quanto ha saputo esprimere negli anni in termini di accoglienza». La Cgil genovese denuncia invece «un nuovo intollerabile episodio razzista e xenofobo, con una probabile matrice squadrista», ed in un comunicato evidenzia come «spesso queste violenze di gruppo a danno di stranieri rimangano impunite, dando la sensazione di un doppio binario nell´applicazione del codice penale». Per la Sinistra Democratica del capoluogo ligure, «in questi momenti non ci si può limitare alla solidarietà, alla condanna espressa con forza e preoccupazione: bisogna che tutti ci svegliamo dal sonno della ragione prima che sia troppo tardi».
Anche Forza Nuova, che era stata tirata in ballo da alcuni testimoni - secondo i quali tra gli assalitori dell´africano ci sarebbero stati anche alcuni frequentatori di un vecchio circolo locale dell´estrema destra - condanna e prende le distanze dall´aggressione ai danni dello studente angolano: «Fn è contraria ad ogni forza di violenza, tanto più se insensata, illogica ed incivile come quella presumibilmente compiuta ai danni del giovane studente angolano. Da anni partecipiamo a Genova alla vita politica, sociale e culturale della città, attraverso pubblici convegni, conferenze, manifestazioni di piazza sempre autorizzate, petizioni popolari, attraverso la partecipazione alle elezioni amministrative e politiche, senza avere mai creato problemi di qualsiasi genere e natura».
Il Secolo XIX 21/08/2008
AL GRIDO DI SPORCO NEGRO LO PICCHIANO IL TREDICI
«Sono amareggiato, affranto, e sto cercando di dimenticare quello che è successo». I momenti da cancellare al più presto, per un giovane angolano di 24 anni, sono quelli degli insulti razzisti e delle percosse subiti venerdì scorso sulla passeggiata di Nervi, nel levante cittadino, al termine di una nottata estiva.
Prima gli insulti: «sporco negro», «puzzi» pronunciati da un gruppetto di giovani italiani. Poi le botte, alla testa e all’addome. In tutto il giovane ha contato attorno a sé, a più riprese, tredici persone. Questi i cardini del racconto di Assunçao Benvindo Muteba, angolano di 24 anni iscritto alla facoltà di Economia e commercio dell’Università di Genova, anticipato ieri dal Corriere Mercantile . Figlio di un dirigente del ministero dell’Innovazione dell’Angola, Muteba tratteggia un venerdì sera da incubo sullo sfondo della passeggiata Anita Garibaldi: la promenade dalla storia antica, meta estiva per eccellenza per un gelato serale e per un po’ di frescura a beneficio di chi rimane in città.
Muteba descrive infatti momenti febbrili e spaventosi: sulla passeggiata, intorno alle 3 di notte e all’uscita da un locale, lo studente angolano sarebbe stato prima raggiunto da otto persone, poi da altre cinque e avrebbe ricevuto colpi sulla testa e sul resto del corpo. «Mi colpivano da ogni parte - racconta Muteba - Mi impedivano di respirare». Prima delle percosse, Muteba riferisce però di essere stato apostrofato con epiteti razzisti infamanti: qualcosa di più umiliante e doloroso delle stesse lesioni riportate agli arti e alla testa, giudicate guaribili in otto giorni, dai medici del pronto soccorso dell’ospedale San Martino che lo hanno visitato subito dopo l’agguato. Parole che riempiono di amarezza il giovane angolano, tanto da fargli sperare di scordare al più presto l’intera vicenda.
Ieri lo studente è stato ascoltato dalla Digos, che sui fatti di venerdì ha avviato un’indagine. Ed è scattata per il momento una denuncia contro ignoti per violenza privata aggravata dalla finalità della discriminazione razziale.
Nel corso dell’interrogatorio in questura Muteba ha ripercorso la sequenza durata pochi minuti, sebbene restino da definire alcuni dettagli. Non è chiaro, infatti, il legame tra le percosse ricevute dallo straniero e un precedente diverbio avvenuto in un locale sulla promenade nerviese dove il giovane e una sua amica genovese stavano trascorrendo la serata: litigio al quale, tuttavia, il ragazzo ha dichiarato d’essere completamente estraneo. Gli insulti e le successive percosse sono invece avvenuti sulla passeggiata a mare, a pochi passi dalla stazione. Qui il giovane è stato raggiunto dai bulli: prima un gruppetto, poi un altro, lo hanno fronteggiato, con il seguito già descritto. Malmenato, con gli abiti strappati, il ragazzo ha cercato di mettersi in salvo, mentre la sua amica chiamava la polizia.
Per la Digos siamo davanti soprattutto a un «episodio di ignoranza e intolleranza». Gli inquirenti ritengono però prematura qualsiasi ipotesi di collegamento con gruppi organizzati, facenti riferimento in particolare all’area politica dell’ultradestra. «Semmai - insistono in questura - possiamo parlare di bullismo, estremamente odioso per i suoi connotati razzisti». Il punto di partenza delle indagini sarà rappresentato, con ogni probabilità, dalla testimonianza della ragazza che si trovava con lo straniero. Utile all’identificazione degli aggressori sarà anche il racconto di un terzo testimone, identificato la sera stessa di venerdì: un giovane che ha riferito di aver assistito alla scena. Potrebbero completare il quadro eventuali altri resoconti da parte di chi ha assistito al pestaggio. Le indagini proseguiranno nelle prossime ore e la stessa Digos confida di poterle portare a termine in poco tempo.
A Muteba restano le ferite più difficili da rimarginare, quelle provocate dagli insulti razzisti. A Genova da quattro anni, il ragazzo tiene molto ai suoi studi in scienza delle Finanze, ma l’episodio l’ha scosso profondamente: «Voglio finire i miei studi in questa città, ma credo che non rimarrò in Italia - dice - questa storia mi ha davvero ferito».
IL QUESTORE
Il questore di Genova Salvatore Presenti si dice ottimista circa la soluzione del caso di aggressione che ha visto vittima lo studente angolano di 24 anni Assuncao Bonvindo Muteba, insultato e picchiato sul lungomare di Nervi per il colore della pelle, e dice: «non è una situazione da inquadrare in un contesto politico. Si tratta di balordi». Il questore afferma inoltre: «non è un segnale della città perché Genova è sempre stata ed è una città aperta all’accoglienza». E conclude: «siamo sulla buona strada per la soluzione a breve del caso».
FORZA NUOVA
Forza Nuova condanna e prende le distanze dall’aggressione ai danni dello studente angolano di 24 anni Assuncao Bonvindo Muteba, picchiato ed insultato sul lungomare di Nervi per il colore della pelle. «Fn - si legge in una nota - è contraria ad ogni forma di violenza, tanto più se insensata, illogica ed incivile come quella presumibilmente compiuta ai danni del giovane studente angolano». «Da anni - si sottolinea nel comunicato - Fn a Genova partecipa alla vita politica, sociale e culturale della città, attraverso pubblici convegni, conferenze, manifestazioni di piazza sempre autorizzate, petizioni popolari, attraverso la partecipazione alle elezioni amministrative e politiche, senza avere mai creato problemi di qualsiasi genere e natura». Per questo Fn «diffida ogni organo di informazione dall’attribuire al movimento politico qualsiasi responsabilità sulla vicenda e si riserva di querelare chi non rispettasse la sua obbiettiva estraneità all’episodio».
Corriere Mercantile 13/08/2008
CACCIA ALLO STRANIERO CHE HA ABBANDONATO I DISEGNI ALLA PIRELLI.
Le indagini sul giallo di Vesima al momento ruotano attorno all’identificazione del misterioso uomo di mezza età visto per due giorni nei pressi della galleria all’interno del quale sabato pomeriggio la guardia di finanza ha trovato le planimetrie degli stabilimenti Pirelli di Settimo Torinese che come si è accertato successivamente si riferiscono al nuovo polo produttivo della fabbrica. Lo straniero, un giorno abbigliato alla miniera islamica tradizionale quello successivo invece vestito alla occidentale e senza più la barba, pare essersi dissolto nel nulla. Vani sono stati gli appostamenti compiuti dai finanzieri in borghese nei pressi del tunnel.
Sul misterioso rinvenimento delle planimetrie ora indagano i poliziotti della sezione terrorismo internazionale della digos che da tempo monitorano con attenzione la città alla ricerca di eventuali segnali riconducibili alla possibilità di aggregazioni di fondamentalisti: a Genova, in Italia, all’estero. Al secondo piano di Via Diaz la reazione alla fuga di notizie è improntata alla massima cautela. È evidente che ogni ulteriore indiscrezione potrebbe comprometter il seguito degli accertamenti di per se assai delicati. Tutte le ipotesi sono tenute in debita considerazione: da quella che in modo fosse in preparazione un attentato contro lo stabilimento torinese fino a quella di un incrocio di casualità capace di innescare sospetti che alla fine potrebbero rivelarsi immotivati.
Per cercare di dare un volto e quindi un uomo al misterioso islamico, i poliziotti della digos stanno vagliando la testimonianza delle persone che tra venerdì e sabato scorso hanno notato l’uomo introdursi all’interno della galleria prima della scoperta delle dieci tavole planimetriche della fabbrica da parte della Guardia di Finanza. Oltre ai disegni all’interno del tunnel erano state rinvenute tracce di un bivacco, forbici, rasoi. La galleria è visibile soltanto dalla spiaggia sottostante ed è raggiungibile attraverso una scala piuttosto ripida. Insomma non ci si arriva per caso.
Ad incuriosire i testimoni era stata una circostanza assai precisa ed in qualche modo inquietante una volta scoperte le planimetrie: l’uomo era stato visto introdursi nel tunnel con a tracolla un rotolo solitamente usato da architetti e geometri per conservare adeguatamente durante un trasporto disegni e grafici di una certa dimensione.
Intanto la notizia del ritrovamento delle planimetrie vicino ad una spiaggia genovese ha suscitato sconcerto ed allarme a Settimo Torinese dove lo stabilimento Pirelli è da tempo una realtà importante e strategica per tutta l’area. Recentemente il complesso industriale è stato al centro di un importante piano di ristrutturazione produttiva che non ha mancato di scatenare tensioni sindacali.
Sulla vicenda è intervenuta la Federazione Provinciale di Forza Nuova che con un comunicato ha criticato la politica di integrazione religiosa seguita dalla giunta Vincenzi a favore della comunità islamica e quindi la possibilità che in città venga costruita una moschea
Il Giornale 12/08/2008
FORZA NUOVA CRITICA L'ORDINANZA ANTI-MOVIDA
La Federazione Provinciale di Forza Nuova critica la decisione del sindaco Marta Vincenzi di vietare ogni notte la detenzione di bottiglie di alcolici nel centro storico. " L'ordinanza-dicono-è l'ennesima buffonata in questo caldo agosto".
Il Secolo xix 26/07/2008
FORZA NUOVA:" OCCUPEREMO LE POSSIBILI SEDI"
Forza Nuova contro tutti. Contro la moschea, prima di tutto, ma anche contro la Curia genovese e contro il referendum consultivo chiesto attraverso una raccolta di firme da tre consiglieri regionali.
«Occuperemo gli spazi destinati alla moschea», dicono a una voce il coordinatore regionale del movimento di estrema destra Angelo Riccobaldi e il parlamentare europeo Rosario Fiore. Ospite, quest’ultimo, di una conferenza stampa che avrebbe dovuto tenersi nei locali della parrocchia di Santa Zita ma che, sembra per una telefonata giunta all’ultimo momento da San Lorenzo, è stata spostata nella sede di Forza Nuova.
«Daremo un segnale forte, continueremo la battaglia con manifestazioni organizzate - dice Riccobaldi - Non appena sapremo quale spazio sarà destinato al culto islamico, occuperemo quel luogo». «Parteciperò personalmente all’occupazione», rincara la dose Roberto Fiore, che aggiunge: «Genova è una città in profonda crisi: non si fanno figli, la popolazione diminuisce, gli immigrati aumentano. E non ci sono politiche per la rinascita».
Storcono il naso, i militanti di Forza Nuova, anche davanti alla proposta di un referendum consultivo: «È perfettamente inutile - dice Riccobaldi - anche perché il sindaco dirà: “me ne frego, la moschea si fa lo stesso”». È in particolare un’ipotesi, tra quelle nominate come candidate a ospitare il luogo per la preghiera dei musulmani, a incontrare la disapprovazione dell’associazione. Si tratta della Commenda di Prè, «luogo dei crociati» lo definisce Riccobaldi, «culla della cristianità» per Luciano Silinghini, presidente nazionale di Giovine Italia. Dure le sue parole all’indirizzo del cardinale di Genova e presidente della Cei, Angelo Bagnasco: «Lo scorso anno il cardinale ci impedì una semplice preghiera contro la moschea - afferma - Adesso è saltata la manifestazione che avevamo in mente di fare alla Commenda. La moschea è solo il simbolo dell’avvenuta occupazione, e addirittura si pensa di sistemarla nei locali nati per proteggere la cristianità».
Da Il Corriere Mercantile 26/07/2008
FORZA NUOVA PRONTA ALLA BATTAGLIA
“ Quando sapremo qual è il luogo designato per la moschea andremo lì e lo occuperemo”: lo ha annunciato angelo Riccobaldi, leader locale di Forza Nuova.
Dopo aver rinunciato per ragioni di ordine pubblico alla manifestazione alla Commenda, gli organizzatori avevano convocato una conferenza stampa prevista ieri alle 16.30, aperta alla cittadinanza, presso la Parrocchia di Santa Zita. Ma, secondo il partito, sarebbe stato lo stesso arcivescovo Bagnasco ad ordinare al parrocco di annullare l’appuntamento, trasferito all’ultimo minuto nella sede di Piazza Giusti. All’incontro anno partecipato Roberto Fiore, parlamentare europeo e segretario nazionale di Forza Nuova, e Luciano Silighini Garagnani, presidente nazionale Giovane Italia.
Per Riccobaldi stiamo assistendo ad una deriva zapaterista, che neppure la chiesa debole perché troppo “ liberale e democratica” riesce ad ostacolare.
Contro “ l’ islamizzazione d’Italia”, Fiore ha auspicato un vento di cambiamento, indicando in esso il vero obiettivo del partito. La moschea non sarebbe altro che “ un simbolo di occupazione”secondo Silighini Garagnani che ha definito la Commenda “ culla della cristianità” a Genova.
La Repubblica 25/07/2008
I NEOFASCISTI IN CHIESA CONTRO LA MOSCHEA
LA CHIESA DI SANTA ZITA OSPITERA’ LA CONFERENZA STAMPA DI FORZA NUOVA
Per la Moschea, quello di oggi, sarà un venerdì nero. Il comunicato - in puro stile marziale - non lascia spazio a dubbi, né sul tono né nei contenuti. «A causa di minacce arrivate da parte di elementi sovversivi di sinistra riconducibili ai centri sociali genovesi, le forze dell´ordine ci consigliano di evitare la manifestazione di piazza contro la Moschea, prevista davanti alla Commenda. Non accettando la prepotenza dei militanti comunisti no global, manifesteremo egualmente la nostra contrarietà alla costruzione di un luogo di culto islamico venerdì alle 16,30 presso i locali della Parrocchia di Santa Zita». Firmato Luciano Silighini Garagani e onorevole Roberto Fiore, "Giovine Italia", cioè la destra più destra che c´è.
In chiesa, a protestare contro la Moschea? Non sarà un´occupazione abusiva, un millantato credito? «Tutto vero. Sono venuti dei ragazzi a chiedere lo spazio dentro la Parrocchia e noi l´abbiamo concesso - conferma, in assenza del parroco don Francesco Pedemonte ("è in giro con gli scout, torna stanotte"), il sacrestano Daniele - Hanno detto che staranno qui dalle 16 alle 18 e 30 e che, alla fine, rimetteranno tutto in ordine».
La giornata pesante - per chi crede nel dialogo tra le diverse religioni, la convivenza pacifica e il diritto di ognuno a poter manifestare liberamente il proprio credo - inizia questa mattina alle 11, in via XX Settembre angolo via Ceccardi, con la raccolta di firme promossa da tre consiglieri regionali (Monteleone dell´Udc, Plinio di An e Rosso di Forza Italia), petizione cui hanno via via aderito gli altri rappresentanti del centrodestra in Regione. «E´ giusto e doveroso - spiegano i promotori dell´iniziativa - che a pronunciarsi su una questione delicata come la realizzazione di una moschea siano tutti i cittadini genovesi ed è in tal senso che intendiamo sollecitare il sindaco». In teoria le firme vengono raccolte per indire un referendum, in realtà - come ha spiegato ieri a Repubblica l´ex sindaco Pericu nelle vesti di ordinario di Diritto - «non essendoci alcuna delibera, non ci può essere un referendum abrogativo di quella delibera». Intanto, è confermato che martedì prossimo a Tursi si svolgerà il consiglio monotematico sulla mosche achiesto dal centrodestra. Ma l´alleanza tra Udc, An e Forza Italia - con l´impegno diretto di uomini tradizionalmente legati alla Curia - significa che la Chiesa genovese è schierata contro la Moschea? In realtà gli addetti ai lavori danno una chiave di lettura diametralmente opposta. Alcuni dati sono certi. Con l´Arcivescovado, e in prima persona col presidente della Cei Bagnasco, i rapporti del sindaco Vincenzi sono strettissimi, tanto che il cardinale avrebbe dovuto partecipare alla conferenza stampa con i vertici della comunità islamica dei giorni scorsi, al termine della Settimana dei diritti. Impegnato a Sidney, ha voluto comunque far sapere di aver visto con favore il gran lavorìo dell´Amministrazione (la Vincenzi stessa, Nando dalla Chiesa, il presidente della Fondazione Cultura Luca Borzani) con la parte più moderata della Comunità islamica, quella che ruota attorno ad Husein Salah e di aver apprezzato lo statuto dell´associazione. Ovviamente nessuno può ragionevolmente sostenere che Bagnasco abbia dato il suo placet alla Moschea genovese. Ma il logico compromesso avanzato dal Sindaco ("i musulmani hanno diritto ad un luogo dove poter esercitare il proprio credo, ma nessuno pensi ad un minareto in città"), con la Commenda come crocevia della religioni, punto di approfondimento interculturale più che luogo di culto, alla fine, potrebbe accontentare tutti. Mondo cattolico (moderato) e mondo islamico (moderato). Restano fuori le ali, che da oggi inizieranno a farsi sentire.
Il Secolo XIX 04/10/2007
NOI PRONTI A SOSTITUIRCI ALLO STATO.
LA FORMAZIONE DI ESTREMA DESTRA: ADESSO BASTA CON IL PERMISSIVISMO DELLE AUTORITA' COMPETENTI.
La Federazione genovese di Forza Nuova lancia un inquietante ultimatum per lo sgombero degli accampamenti di immigrati romani e rom: “ Se entro 10 giorni – si legge in un comunicato – i campi di Via San Giovanni d’Acri e quello di Via Greto di Cornigliano non saranno sgombrati, sarà premura di Forza Nuova adoperarsi in tal senso”.
“ Forza Nuova – è ancora scritto nella nota – aveva esplicitamente avvertito: guai a chi tocca le nostre donne”. Il documento prosegue con considerazioni che inducono ad elevare ulteriormente il livello di allarme sul fronte della sicurezza, anche in relazione a episodi avvenuti altrove, come la spedizione punitiva compiuta a Roma da uomini incappucciati contro tre immigrati.
“ Forza Nuova non è disposta più a tollerare il permissivismo delle autorità competenti – si afferma infine. Non possiamo più aspettare che la prossima vita spezzata, la prossima donna violata, il prossimo bambino rapito avvenga, questa volta, nella nostra città. La pazienza ha oltrepassato ogni ragionevole limite.”
Il Giornale 04/10/2007
LA FIRMA DEL PREFETTO MANDA A CASA 17 ROMENI
Anche Genova si sentono gli effetti del decreto-sicurezza approvato in tutta fretta dal governo. E ieri mattina sono diventate realtà anche le prime 17 espulsioni di romeni «indesiderati» che pure erano nell’aria - o quantomeno erano state annunciate - già da qualche settimana. Sono infatti 17 i decreti di allontanamento dal territorio nazionale firmati ieri dal prefetto di Genova, Giuseppe Romano, nei confronti di altrettanti cittadini romeni «per imperativi motivi di pubblica sicurezza». Il questore Salvatore Presenti è stato incaricato dell’immediata esecuzione dei provvedimenti. I 17 romeni saranno accompagnati all’aeroporto internazionale della Malpensa e qui imbarcati, a spese dello stato italiano su un aereo diretto a Bucarest. Il decreto prefettizio, come prescrive il decreto legge del consiglio dei ministri, dovrà essere convalidato da un giudice di pace, che si recherà in questura per gli adempimenti. In mattinata, inoltre, il prefetto Romano ha firmato anche cinque decreti di espulsione di altrettante cittadine nigeriane fermate durante un servizio antiprostituzione dalla Polizia. La risposta della prefettura arriva nel giorno in cui Forza Nuova «minaccia» azioni punitive anti nomadi. E lancia un tremendo ultimatum alle istituzioni: «Se entro 10 giorni i campi di via San Giovanni d’Acri e quello di via Greto di Cornigliano non saranno sgombrati, sarà premura di Forza Nuova, adoperarsi in tal senso». E i «metodi» che intendono usare non sono quelli contemplati dalla legge.
La Nazione 17/09/2007
BAUDONE ( ULIVO) REPLICA A PRC: “ NON PRENDO LEZIONI SULL’ANTIFASCISMO”
Il presidio di Forza Nuova continua a far discutere. Se gli organizzatori esultano per la riuscita della manifestazione ( 180 le firme raccolte), all’interno della sinistra sarzanese serpeggiano tensioni e malumori. Nel corso del suo contro presidio, rifondazione ha criticato l’assenza dell’ulivo ed in particolare il senatore Sergio Olivieri ha attaccato il vice-capogruppo in consiglio comunale Massimo Bandone per le sue dichiarazioni sulla legittimità del presidio di FN. Bandone replica “ ma precisa – solo perché sono stato chiamato in causa: quindi, nessuna polemica. Non credo di aver detto oscenità e non ho bisogno di lezione sul concetto di democrazia: ho solo detto che Forza Nuova è un movimento legale e, se segue le regole, ha tutto il diritto di fare una raccolta di firme. Fra il sottoscritto e FN c’è un abisso. Ma da questa vicenda mi sento rafforzato: la democrazia si dimostra con i fatti dando spazio a chi fa richiesta e non con le contro manifestazioni.
Intanto il coordinamento regionale di Forza Nuova esprime soddisfazione per la riuscita della manifestazione. “ Le 180 firme raccolte in una piazza non centrale, sono tante. Prendiamo atto della solidarietà manifestataci da numerosi cittadini. Abbiamo dimostrato come le nostre idee siano vincenti in una città fino ad ieri ostica”.
La Nazione 16/09/2007
FORZA NUOVA SPACCA LA MAGGIORANZA
NESSUN PROBLEMA AL PRESIDIO, MA SCOPPIA LA POLEMICA RIFONDAZIONE – ULIVO
Alla fine ha vinto il buon senso: ognuno ha manifestato nello spazio autorizzato senza andare a stuzzicare la controparte. È filata via liscia la giornata caratterizzata dal doppio presidio politico di Forza Nuova e Rifondazione. Nessun problema di ordine pubblico grazie anche al massiccio schieramento di forze dell’ordine che ha visto impegnati in primis polizia, carabinieri ma anche guardia di finanza e vigili urbani. Per tutto il pomeriggio è stata controllata la zona fra piazza don Ricetti a piazza Luni dove si era dato appuntamento rifondazione.
La carovana di Forza Nuova è arrivata in piazza don Richetti poco prima delle 16 per sistemare il banchetto della raccolta firma contro la legge regionale che concede agli immigrati irregolari case popolari, sanità e servizi sociali. Insieme al banchetto esposte anche una decina di bandiere senza alcun simbolo di stampo fascista. A pochi meri di distanza ..un matrimonio programmato da mesi nella chiesa di san Francesco. Un pò di malumore fra i rappresentanti di FN per il trasloco in una piazza più decentrata rispetto alla chiesa in piazza Matteotti. Alla fine della giornata però i mugugni si sono trasformati in soddisfazione: 180 persone hanno firmato per il referendum regionale “ un buon risultato – sottolinea il coordinatore regionale di FN Angelo Riccobaldi – e la dimostrazione che Forza Nuova malgrado i tentativi di criminalizzazione, sa organizzare manifestazioni in totale tranquillità”. Gli fa eco il responsabile provinciale Marco De Giovanni: “ Ringrazio le forze dell’ordine che, insieme al sindaco, hanno autorizzato la nostra iniziativa. Peccato per il dirottamento in piazza Richetti. Ma è stato comunque un successo”.
A poche centinaia di metri rifondazione ha organizzato la sua contro manifestazione alla quale hanno aderito anche il senatore Sergio Olivieri oltre alle sigle “ azione Antifascista” e “ Sinistra Critica”. “ Grazie all’iniziativa di rifondazione- le parole di Olivieri – è stata impedita la vergogna di vedere un movimento di matrice neofascista in piazza Matteotti. Ci dispiace constatare l’assenza qui di altre forze democratiche sarzanesi e leggere le dichiarazione del vice-capogruppo dell’Ulivo Massimo Bandone: parla di democrazia dimenticando che questa si basa sull’antifascismo”. Duro anche il commento del consigliere comunale Tiziano Ferri. “ E’ mancato chi si è detto antifascista fino ad ieri e ora si muove in maniera diversa per opportunità politica”.
Il secolo XIX 16/09/2007
IN UNA CITTA’ BLINDATA BANDIERE E CORI MA NESSUN INCIDENTE
TENSIONE PER I PRESIDI CONCOMITANTI DI FORZA NUOVA E RIFONDAZIONE CON DECINE DI POLIZIOTTI E CARABINIERI
Città sotto assedio da parte delle forze dell’ordine, per lo svolgimento congiunto della raccolta di firme per il referendum di Forza Nuova in piazza Ricetti e del presidio militante antifascista in piazza Luni di Rifondazione Comunista.
Al termine della giornata, che per fortuna è filata via senza alcun incidente, entrambe le parti hanno manifestato la propria soddisfazione. “ Abbiamo affermato la nostra presenza a Sarzana – ha detto il responsabile di Forza Nuova, Marco de Giovanni. Il sindaco Caleo si è comportato da persona democratica”. A poco più di cinquecento metri, l’assessore di rifondazione comunista Antonella Guastino ribatteva: “ grazie al nostro intervento le bandiere nero non sono state sventolate in piazza Matteotti, il cuore della nostra città”. Diverso il giudizio di rifondazione sul sindaco Caleo: “ c’è stata una volontà di rottura” ha detto lapidario il consigliere comunale Enrico Briganti. “ Il comune ha perso l’occasione per dimostrare cosa pensa dei neo fascisti” ha rincarato la dose Aldo Pigoni.
“ Personalmente e come sindaco della città non condivido per niente le posizioni di Forza Nuova – ha risposto Caleo. Come qualsiasi formazione che esalti il razzismo e la violenza e ritengo diritto e dovere per ogni democratico adoperarsi affinché certi disvalori siano contrastati e sconfitti con la pratica della democrazia. Il valore più alto della costituzione repubblicana, nata dalla resistenza, sta nel rassicurare a chiunque il diritto di esprimere le proprie opinioni, nel rispetto delle leggi”.
Non è mancata la nota di colore. In piazza Ricetti, presidiata da polizia, carabinieri, guardia di finanza e vigili urbani, dove sventolavano una decina di bandiere nere attorno al banchetto per la raccolta di firme di Forza Nuova ad un certo punto è giunto il corteo di un matrimonio. La cerimonia di nozze si svolgeva infatti nella chiesa di San Francesco, dove si affaccia proprio piazza Ricetti. Gli sposi e gli invitati alla vista della massiccia presenza delle forze dell’ordine sono rimasti sbigottiti temendo che la cerimonia non si potesse svolgere. Alcuni agenti hanno spiegato loro che potevano entrare in chiesa con tranquillità per sposarsi senza problemi. I problemi sono sorti però al fotografo ufficiale della cerimonia che ha sudato cento camicie per non immortalare sul sagrato della chiesa poliziotti della celere, agenti in borghese che filmavano l’intera manifestazione, carabinieri appostati ovunque e le bandiere nere che sventolavano. Ma non è tutto.
Mentre si svolgeva la raccolta firme tra due ali di poliziotti e carabinieri, è sfrecciata l’auto blu del senatore Lorenzo Forcieri. Alla vista dell’imponente schieramento, il senatore è schizzato sul sedile posteriore dell’auto con un’espressione sul viso di stupore. L’auto ha proseguito la sua corsa fino all’abitazione di piazza Matteotti.
Il Secolo XIX 15/09/2007
FORZA NUOVA DIVIDE LA GIUNTA COMUNALE.
Forza Nuova potrà svolgere il suo presidio per la raccolta delle firme a favore di un referendum abrogativo della legge regionale sull’immigrazione nella piazza antistante la chiesa di San Francesco. Il partito di rifondazione comunista di Sarzana avrà la possibilità di organizzare una contro manifestazione nella piazza Luni, proprio dietro il palazzo comunale. Il comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico, dopo aver negato alle due forze politiche la piazza Matteotti, hanno offerto loro l’alternativa delle due piazze cittadine – dentro e fuori le mura – per evitare pericolosi contatti e possibili incidenti. Nel pomeriggio sia Forza Nuova che rifondazione avrebbero accettato la proposta arrivata dall’organismo che si è riunito un paio di volte in prefettura. Ma le polemiche vengono alimentate di ora in ora. Il segretario regionale del partito dei comunisti italiani ha diffuso ieri un comunicato nel quale invita la popolazione sarzanese a non firmare il referendum proposto dai neo fascisti. Mentre il partito di rifondazione comunista, alleato dei diessini alla guida del comune, se la prende con il sindaco Caleo al quale viene attribuito in questa circostanza un atteggiamento da Ponzio Pilato. Il Prc infatti sostiene che quattro anni fa l’allora sindaco Guccinelli ebbe il coraggio e la determinazione di l’autorizzazione agli organizzatori di un convegno su Evola, e che invece, l’attuale amministrazione si è pavidamente lavata le mani preferendo farsi assistere in un caso analogo dalla prefettura per la soluzione del problema. E le ragioni di rifondazione sono del resto ben sintetizzate in un passo del loro documento : “ A Sarzana chi si ispira all’odio, al razzismo, al sopruso non è il benvenuto”. Da li la richiesta al sindaco di impedire la manifestazione. Ma Caleo non ha accettato il diktat.
La nazione 15/09/2007
STAMANI SARANNO FIRMATE LE AUTORIZZAZIONI IN COMUNE
SI’ AI DUE PRESIDI, MA NON IN PIAZZA MATTEOTTI. FORZA NUOVA E RIFONDAZIONE VENGONO DIVISE
Perfetta parità: Forza Nuova e rifondazione comunista potranno organizzare i loro presidi ma non in piazza Matteotti come programmato da entrambi. Ieri sera è arrivato il nulla osta da parte della prefettura e della questura alla raccolta di firme indetta da Forza Nuova contro la legge regionale sull’immigrazione: il movimento di estrema destra è stato però dirottato su piazza don Ricetti, sempre dalle 17 alle 20. Piazza Matteotti negata però anche a rifondazione: la sua contro manifestazione si svolgerà in Piazza Lumi. E le autorizzazioni? Saranno firmate stamane in comune. Ma proprio questo giallo ha scatenato la protesta di rifondazione comunista contro il sindaco Caleo. “ Guccinelli quattro anni fa ha vietato un convegno su Evola – dice Rc – questa amministrazione pavidamente si è lavata le mani alla Ponzio Pilato, preferendo farsi assistere dalla prefettura per la soluzione del problema. Giudichiamo meschino celebrare i fatti del del 21 luglio 1921 e concedere spazio ad individui che creano tensioni in una città nota per le radici democratiche ed antifasciste”. Sulla questione interviene anche il segretario regionale dei comunisti italiani Enrico Vesco. “ Invito la popolazione a non firmare il referendum proposto dai neofascisti. La città saprà cingersi intorno alle sue radici antifasciste”.
A Sarzana arriveranno una quindicina di esponenti di Forza Nuova guidati da Angelo Riccobaldi e dal coordinatore di Genova: due settimane fa a Spezia nella stessa raccolta di firme hanno ottenuto 400 adesioni. “ Segno che la gente – dice Riccobaldi – non accetta che agli immigrati irregolari vangano concesse sanità, case popolari e nel caso dei rom, asilo e trasporto pubblico gratis. Aiutiamoli ma nei loro paesi. Il presidio? In dieci anni di impegno politico non è mai successo nulla. Le provocazioni invece arrivano da altri".
La Nazione 14/09/2007
FORZA NUOVA SFRATTATA: IL PRESIDIO IN UN’ALTRA PIAZZA PER EVITARE TENSIONI CON RIFONDAZIONE.
E SPUNTA IL GIALLO DELLE AUTORIZZAZIONI
Il bandolo dell’intricata matassa verrà sciolto solo stamattina: la riunione del comitato per la pubblica sicurezza ieri sera non ha preso decisioni definitive riguardo la raccolta di firme organizzata da Forza Nuova domani in piazza Matteotti e la contemporanea manifestazione di Rifondazione. Non c’è ancora nulla di ufficiale, ma fra le ipotesi potrebbe esserci lo spostamento del banchetto di estrema destra in un altro punto della città. Sarebbe l’unico modo per permettere il contemporaneo delle due iniziative, senza creare potenziali situazioni di tensione. Tutto rinviato a stamani quindi, quando gli uffici del comune studieranno le possibili soluzioni.
Ed è giallo quello nato sulle autorizzazioni: dal comune di Sarzana arrivano smentite riguardo il semaforo verde all’iniziativa, i coordinamenti regionali e provinciali di Forza Nuova ribadiscono in due comunicati stampa comune “ sia tutto autorizzato in osservanza delle vigenti norme”. Di certo c’è che una delegazione di FN guidata da Angelo Riccobaldi – coordinatore regionale – sarà ricevuta oggi alle 18 dal prefetto di Spezia. “ Nell’incontro parleremo – dice FN – della nostra iniziativa e della provocazione di rifondazione comunista”. “ Usano toni apocalittici – dice invece il coordinamento provinciale – per istigare la violenza. Se ci saranno danni alle persone o cose, non sarà per colpa nostra.
Sulla vicenda arrivano anche le prese di posizione dle mondo politico locale. Per Massimo Baudone ( vicecapogruppo Ulivo) “ siamo in democrazia quindi se Forza Nuova rispetta le regole ha diritto ad avere il suo spazio, a patto che non esponga simboli come la croce celtica o svastiche” Rifondazione? Non sono solo loro i paladini della democrazia”.
Per Carlo Rampi ( La Destra) “ dalla sinistra estrema arriva intolleranza, esprimo solidarietà a Forza Nuova per questi atta0cchi. Rifondazione parla di mobilitazione antifascista, ma in verità è una mobilitazione antidemocratica”.
Non mi piacciono gli estremi – sottolinea il coordinatore di forza Italia Ugo Pardini – di destra o di sinistra che siano, perché violino il concetto di democrazia". Infine Paolino Panieri ( anpi) : " La decisione finale spetta al comune. Di certo c'è che se non sento parlare di Forza Nuova, sto meglio...."
Da Il Corriere Mercantile 13/09/2007
BANDIERE NERE E PREGHIERE CONTRO LA MOSCHEA
Più poliziotti che manifestanti. Una trentina in tuta blu, scudi e manganelli rimasti appesi alla cintola. Un’altra ventina in borghese, agenti e funzionari della digos.
Dall’altra parte, 30 militanti, bandiere di Forza Nuova alla mano, qualche abitante. E poi un sacerdote – “ il rosario è la nostra mitragliatrice a cinque colpi”, uno dei passaggi dell’arringa – in abito talare, armato di megafono, ad innalzare la preghiera alle case vicine, dove in molti hanno osservato da dietro le tende. Si è consumata cosi, ieri sera in Piazza Messena, a Cornigliano, la manifestazione organizzata dal club Modiglioni di Forza Italia, per rinnovare la propria protesta contro la costruzione della moschea nel quartiere.
Ad accompagnare l’appuntamento, in qualche maniera temuto ( anche considerato il rinvio di una settimana chiesto dall’ex ufficio politico per motivi di ordine pubblico) un’atmosfera surreale, e proclami tra laicità e religione. E in cui il momento culminante è stato un rosario, recitato davanti alla ventilata sede del luogo di culto islamico, sulla salita che porta a Coronata.
È li che la voce di Padre Giulio Maria Tam, lefebriano, sacerdote sospeso a divinis, si è fatta sentire più forte. È li che i manifestanti hanno chiesto aiuto alla Madonna, perché l’islam non si installi non solo a Cornigliano, ma dovunque a Genova. “Chiediamo L’aiuto della Vergine – ha detto Padre Tam – perché illumini le menti degli amministratori”.
Padre Tam ha quindi replicato a distanza all’arcivescovo Angelo Bagnasco, presidente della cei, che aveva giudicato l’appuntamento inopportuno. “ Bagnasco si ripassi la storia – ha attaccato Tam – chi non sa difendere la propria civiltà cade nella schiavitù” il sacerdote ha poi ricordato San Pio V prima della battaglia di Lepanto, e Papa Innocenzo XI dopo la liberazione di Vienna dai turchi. In fine le parole in favore delle crociate “ sostenute dai santi”, contro il liberalismo, “ che ci fa perdere sul piano militare, politico, del diritto”; contro i politici deboli e “ gli uomini di chiesa che cercano di disarmarci”.
Il Secolo XIX 12/09/2007
ROSARIO CONTRO LA MOSCHEA, “ ANATEMA” DELL’ARCIVESCOVO
L’AZZURRO SILIGHINI GARAGNANI PROMUOVE LA MANIFESTAZIONE (ANNULLATA LA SCORSA SETTIMANA). CI SARA’ ANCHE FORZA NUOVA.
“ In riferimento alla ventilata iniziativa di recitare un santo rosario il 12 settembre 2007 in merito al progetto di edificazione di una moschea nella zona di Cornigliano, se ne fa presente l’inopportunità e si esprime la disapprovazione di ogni strumentalizzazione della preghiera mariana. Tale recita non ha pertanto alcuna autorizzazione da parte dell’autorità diocesana competente”.
Parola di monsignor Angelo Bagnasco, che da Santiago de Compostela, dove si trova in pellegrinaggio assieme ad un nutrito numero di fedeli della Diocesi, ha volutamente condannare e disapprovare duramente l’iniziativa mossa dal presidente del Club di Forza Italia Luciano Silighini – e questa volta approvata dalla Digos – di recitare un rosario anti islam a Cornigliano. La condanna non fermerà Silighini, il produttore.attore televisivo.
Silighini è tornato ieri a chiamare gli “ anti moschea” davanti alla madonna posta proprio di fronte all’ingresso delle ex officine Passalacqua, l’edificio di proprietà del centro islamico ligure dove potrebbe sorgere la quarta moschea ligure.
Un rosario “ per i politici di fronte alla scellerata scelta di costruire una moschea”, l’ha definita Silighini, che a Cornigliano più che per i flirt è noto per movimentate iniziative.
Nuovo appuntamento , dunque, oggi alle 20 in Piazza Messena, sempre a Cornigliano. Di li il gruppo si sposterà davanti alla statuina della Madonna in Via Coronata. La manifestazione, in realtà, non si può proprio dire in linea con lo stile di Forza Italia. ( Roberto Cassinelli, coordinatore del partito di Berlusconi preferisce non commentare)
La federazione genovese di Forza Nuova ha fatto sapere che prenderà parte all’iniziativa. Non solo, perché questa volta Silighini ha un altro asso nella manica.
“ Per rispondere a don Valentino Porcile che ci accusava di usare la religione per fini politici – dice – si è offerto di scendere al nostro fianco un padre gesuita, Don Giulio Tam che ufficializzerà il rosario alla Madonna”. Don Giulio Tam , per la precisione è Don Giulio Maria Tam. E non è un gesuita ma un seguace di Lefebre sospeso a divinis dal Papa il 24 aprile 2004 a Cremona famoso per le messe celebrate in suffragio a Benito Mussolini, scenderà da Brescia per dar man forte ai militanti di Forza Nuova.
Dopo la richiesta della Digos genovese che ci chiedeva la cortesia di spostare la data della manifestazione ad un altro giorno per meglio contrastare le minacce giunte da elementi eversivi di sinistra – inquadra Silighini – abbiamo deciso di organizzare per domani la manifestazione di preghiera dove affideremo alla Madonna i destini del quartiere di Cornigliano. Che è stanco. Del degrado, della spazzatura, del depuratore che non funziona e dei romani sotto casa.
Il Corriere Mercantile 12-09-2007
OGGI IL ROSARIO ANTI MOSCHEA
APPUNTAMENTO ALLE 20 A CORNIGLIANO.
CI SARA’ PADRE TAM, IL PRETE DI FORZA NUOVA
Ci sarà anche don Giulio Maria Tam, il sacerdote vicino a Forza Nuova, l’ideatore della Crociata del Rosario, alla preghiera mariana di questa sera a Cornigliano. È in pratica, la risposta degli organizzatori a don valentino porcile, uno dei parroci di Cornigliano, che fin da subito si è detto contrario ad una preghiera che divide e a chi usa la religione per fini politici.
Il rosario che si sarebbe dovuto tenere venerdì scorso, 7 settembre e poi sospeso per motivi di ordine pubblico, si terrà dunque questa sera, sempre a Cornigliano e sempre davanti all’edificio delle ex officine meccaniche, l’immobile dal centro culturale islamico di Genova proprio per realizzare la moschea.
Dopo mesi di polemiche, anche infuocate, ora sulla vicenda sembra sceso il silenzio, ma è proprio questa assenza di voci a preoccupare Luciano Silighini, il presidente del club di Forza Italia organizzatore della manifestazione di protesta che i vertici metropolitani di Forza Italia guardano “ a distanza”, senza lasciarsi coinvolgere direttamente.
Ha aderito, invece, Forza Nuova che, cime detto, sarà presente con uno dei suoi pezzi da novanta, il sacerdote romano Padre Tam.
“ Proprio perché è sceso il silenzio, ora noi vogliamo risposte precise”.
La sindaco vincenti non può limitarsi a dire che la mosche non rientra nelle sue priorità, deve darci certezze”. Tanto più, dopo il caso di Perugia, con l’iman che incitava i piccoli islamici a contrastare anche con la violenza i coetanei cristiani.
È offensivo che una moschea islamica, conclude Silighini, possa sorgere sulla strada che porta la Santuario della Madonna Incoronata, un luogo cosi ricco di significato cristiano.
Da Il Giornale 12-09-2007
STASERA IL ROSARIO ANTI MOSCHEA
Nuova convocazione per la recita del rosario contro la costruzione della moschea a Cornigliano: l’appuntamento è per questa sera alle 20 in piazza Massena. Da lì, secondo i programmi annunciati e confermati nelle ultime ore dai promotori, il gruppo si sposterà davanti alla statuina della Madonna Immacolata posta in via Coronata, proprio davanti al palazzo di proprietà della comunità islamica. La notizia è stata diffusa dal club di Forza Italia «Modigliani», mentre, in una nota firmata dal coordinatore regionale del movimento Angelo Riccobaldi, anche la Federazione genovese di Forza Nuova fa sapere che prenderà parte all’iniziativa. Sarà presente, infine - fa sapere sempre Forza nuova - anche don Giulio Maria Tam, già candidato alle elezioni europee nella lista di Alessandra Mussolini. «Dopo la richiesta della Digos genovese che ci chiedeva - sottolinea fra l’altro il presidente del club azzurro Modigliani, Luciano Silighini Garagnani - “la cortesia di spostare la data della manifestazione ad un altro giorno“ per meglio contrastare le minacce giunte da elementi eversivi di sinistra, abbiamo deciso di organizzare la manifestazione di preghiera dove affideremo alla Madonna i destini del quartiere di Cornigliano». Aggiunge ancora Silighini Garagnani: «Per rispondere a don Valentino Porcile che ci accusava di usare la religione per fini politici, si è offerto di scendere in piazza al nostro fianco un padre gesuita, don Giulio Maria, che ufficializzerà il Rosario alla Madonna». Con l’occasione il presidente del club Modigliani invita nuovamente il sindaco Marta Vincenzi a pronunciarsi con chiarezza sulla moschea e risponde al presidente del Centro culturale islamico Hussein Salah. «Non mi permetterei di insegnare al signor Hussein cosa diceva Maometto - conclude Silighini Garagnani - e non voglio certo che lui si permetta di insegnare a me cosa diceva nostro Signore»
Da Il secolo XIX 08-09-2007
SALTATO IL ROSARIO ANTI MOSCHEA
“ C’ERA IL RISCHIO DI INCIDENTI ”
Niente rosario contro la moschea a Cornigliano. È stata alla fine annullata la manifestazione che era prevista ieri pomeriggio alle 18 a Coronata, in cui i partecipanti avrebbero dovuto recitare all’aperto un rosario in ginocchio per protestare contro la possibile costruzione dell’edificio di culto nella zona.
Luciano Silighini Maragnani, presidente del club di Forza Italia “ Modigliani”, organizzatore dell’iniziativa cui aveva aderito anche il movimento di estrema destra Forza Nuova, ha spiegato ieri in mattinata “ di aver preso questa decisione per il rischio di una contromanifestazione da parte degli aderenti ai centri sociali genovesi” che avrebbero “ potuto creare problemi di ordine pubblico”.
Luciano Silighini Maragnani, in luogo della manifestazione, ha invitato tutti i genovesi a recitare un’Ave Maria nelle proprie abitazioni sempre ieri, alle otto di sera, pregando “ affinché la moschea non venga costruita”. Impossibile ovviamente capire quale sia stato l'effettivo seguito all'invito.
Da Il Giornale 08/09/2007
RINVIATO IL ROSARIO " ANTI MOSCHEA "
«È vergognoso che una manifestazione autorizzata e legale, che aveva visto un’adesione di massa da parte del popolo di Cornigliano, si sia dovuta rinviare per colpa di alcuni facinorosi che non fanno altro che stare tutto il giorno chiusi nei centri sociali a drogarsi». Ce l’ha a morte con i ragazzi dei centri sociali e con i no global, Luciano Silighini Garagnani, l’organizzatore della manifestazione di protesta contro la possibile costruzione della moschea a Cornigliano, in programma ieri sera in via Coronata e poi rinviata (con tutta probabilità a mercoledì sera, sempre alle 20) per evitare problemi di ordine pubblico.
Alla manifestazione - nel corso della quale i partecipanti avrebbero dovuto recitare un rosario proprio laddove la comunità islamica ha da tempo individuato il luogo su cui edificare una moschea - avevano aderito esponenti di Alleanza Nazionale e Lega Nord, e anche una delegazione genovese del movimento di estrema destra Forza Nuova: «La protesta contro la costruzione della moschea è un argomento che condividiamo anche noi - ha detto il coordinatore regionale Angelo Riccobaldi - Ci farà piacere esserci».
Ieri pomeriggio, però, ecco arrivare la notizia che una contromanifestazione (non autorizzata) era stata organizzata dai centri sociali genovesi: «La Digos ci ha informato del possibile arrivo a Cornigliano anche di aderenti a centri sociali e no global - spiega Silighini - e quindi ci ha invitato a rimandare la manifestazione, per poterla "coprire" meglio con più uomini».
La manifestazione, dunque, è solo rinviata: «Al novantanove per cento la faremo mercoledì sera. E vi parteciperà anche un personaggio molto noto all’interno della Chiesa, che ho già contattato ma di cui non posso ancora svelare il nome. Un bel modo per rispondere a don Valentino Porcile (parroco di Cornigliano, ndr), che ha bollato come blasfema la nostra iniziativa: semmai, a essere blasfemo è chi falsa il messaggio di Gesù Cristo, che ci ha insegnato a evangelizzare, e non a inchinarci di fronte a chi ha sempre aggredito la Chiesa».
In attesa della manifestazione di mercoledì, ieri Silighini Garagnani ha comunque invitato i genovesi a recitare un’Ave Maria e a pregare affinché la moschea non venga costruita. E a farlo nel chiuso delle proprie abitazioni. Per ora.
Da Il Giornale 28-08-2007
SCRITTE CONTRO IL PARROCO DI SANTA ZITA
MINACCE AL DON DELLE RONDE
Minacce ed offese ad un religioso. Questa volta è toccato a don Franco, parroco di Santa zita finire nel mirino di ignoti graffitari che hanno vergato scritte minatorie nei suoi confronti in piazza Palermo. Un prete che non ha mai esitato a schierarsi a favore dei cittadini contro il dilagare della criminalità. Arrivando anche ad organizzare ronde di fedeli in chiesa contro i furti commessi da zingari ed extracomunitari. Al sacerdote arriva la solidarietà di Forza Nuova. “ Prendere di mira un uomo ed un sacerdote da sempre in prima linea a difesa della cristianità ed i suoi valori, a difesa di una parrocchia e di una comunità che da anni combatte contro la piaga della prostituzione e della droga, è quanto meno vile ed ignobile” attacca Angelo Riccobaldi, che promette un intervento degli attivisti per ripulire i muri, “certi che l’amministrazione comunale continuerà a fregarsene per le scritte contro la Chiesa e le autorità ecclesiastiche”
Da Il Corriere Mercantile 28-08-2007
SCRITTE CONTRO IL PARROCO DI SANTA ZITA
Una scritta, di matrice anarchica, contro Don Franco Pedemonte, parroco della chiesa di Santa Zita, è apparsa ieri mattina sui muri di Piazza Palermo, tra l’istituto Nautico e le scuole elementari. Nel darne notizia, Angelo Riccobaldi, coordinatore regionale di Forza Nuova, ha commentato: “Prendere di mira un uomo ed un sacerdote da sempre in prima linea a difesa della cristianità ed i suoi valori, a difesa di una parrocchia e di una comunità che da anni combatte contro la piaga della prostituzione e della droga, è quanto meno vile ed ignobile”. “ Forza Nuova – ha sottolineato - ha avuto il coraggio di scendere in piazza al nostro fianco lo scorso autunno ( 28/11/06) e belle parole dette nel corso della manifestazione contro il degrado del quartiere della Foce.
Da Il Giornale 23/08/2007
ROM MOROSI NELLE CASE POPOLARI: FORZA NUOVA CONTRO TURSI
....Dello stesso tenore le dichiarazioni di Angelo Riccobaldi, coordinatore regionale di Forza Nuova che chiede al Comune di non tollerare più la morosità dei nomadi. «Non bisogna trattarli da privilegiati in nome di una falsa solidarietà, le case popolari devono essere date soltanto ai giovani italiani», dice, aggiungendo che la presenza dei rom è «incompatibile con i costumi di vita tradizionale». Riccobaldi annuncia anche azioni eclatanti nei prossimi giorni da parte di Forza Nuova.
Da Il Giornale 18/08/2007
FORZA NUOVA ACCUSA IL COMUNE: " FANNO VOLANTINI PER I ROM".
... A questo punto la cronaca registra anche una presa di posizione della Federazione genovese di Forza Nuova che ieri ha pubblicato un duro comunicato di Angelo Riccobaldi contro il comune accusato di " totale incapacità a gestire il problema zingari. Spendono soldi per fare volantini destinati ai rom, " strumento utile per aiutare gli zingari all'interno delle città ad accedere di tutti i servizi di cui possono aver bisogno per capire i loro bisogni il più possibile!!!"
Da il Giornale di Pavia 05/07/2007
FIACCOLATA CONTRO IL DEGRADO DELL'AREA EX-SNIA - "SCOSSONE" DI FORZA NUOVA A SAN PIETRO
Una partecipata fiaccolata, giovedì scorso: i cittadini ora pretendono l'intervento del Sindaco. Sono arrivati da tutta la Lombardia, perfino da Genova, per sostenere la "causa" del quartiere San Pietro, da quasi cinque anni "ostaggio" dei rom insediati abusivamente nell'ex area industriale della SNIA, che di fatto ha creato una frattura tra il centro cittadino ed uno dei quartieri più popolosi del capoluogo pavese. Commercianti in prima fila, ma soprattutto i residenti della zona, lasciandosi anche andare a qualche commento a volte discordante ma sincero, hanno seguito con attenzione la fiaccolata di giovedì scorso organizzata dal movimento della destra radicale Forza Nuova: dalla chiesa di San Pietro in Verzolo in via Francana, poi di nuovo su viale Cremona urlando slogan di «orgoglio nazionale e pretesa dei diritti che spettano a chi compie il proprio dovere di cittadino», la scia dei tanti giovani aderenti a Forza Nuova e non solo si è man mano allungata, stringendosi idealmente a quei residenti che osservavano l'evento dalle finestre e dai balconi, ai quali qualche applauso è anche "scappato".
«Io se fossi nei commercianti chiuderei baracca e burattini e me ne andrei - è uno dei commenti dei partecipanti alla fiaccolata - i furti subiti dai rom li sanno solo loro, ma anche per noi che abitiamo qui non è facile. Mandano i bambini porta a porta a chiedere l'elemosina, non si vergognano?». «È diventato impossibile continuare a vivere qui - aggiunge un signore anziano, che pur aiutandosi con il bastone ha voluto unirsi al corteo - è giusto far sentire al Sindaco, che non abita certo qui, il nostro disagio: questa manifestazione va bene, ma non è così che si risolvono le cose. È dai livelli alti che devono partire le iniziative giuste per fermare il degrado e la delinquenza, prima di tutto però vengono i cittadini pavesi». «L'unica cosa da fare sarebbe radere al suolo l'ex-SNIA e realizzarci davvero qualcosa di intelligente - un altro commento - allontanare i rom, che creano solo disagio e rivitalizzare un quartiere che alle spalle ha un grande passato fatto di lavoro e sacrifici. I rom non sanno cosa voglia dire la dignità, i controlli 24 ore su 24 che le forze dell'ordine sono costrette a fare sono solo uno spreco di risorse e di energie. Se il Sindaco volesse potrebbe risolvere la questione in un batter d'occhio». «La soluzione non è certo quella di dare soldi ai rom, trovandogli una casa e un posto di lavoro, mentre le famiglie italiane con figli stanno ancora aspettando gli assegni famigliari promessi da Prodi in campagna elettorale - è intervenuto il Coordinatore Provinciale di Forza Nuova, Diego Di Sopra, riscuotendo applausi a scena aperta dai presenti - il Sindaco di Pavia pensa di risolvere il problema distribuendo per i comuni della provincia questi rom: ma noi non vogliamo i suoi germi! Nei comuni dove ci sono dei consiglieri di Forza Nuova - Badia Pavese, Trivolzio e Calvignano - non entrerà nemmeno uno di questi rom. Irene Campari e l'amministrazione comunale si preoccupano più dei rom che dei pavesi, vogliono mandare a scuola i bambini dei rom, nelle classi dei nostri figli, mentre i loro vanno nelle scuole private! Parlano di solidarietà ed integrazione, ma i rom non sono loro vicini di casa! Vale di più la nostra presenza qui questa sera che non la visita del viceministro Minniti. Cosa è venuto a fare? Non si è risolto niente, anzi, si è solo rimandata la soluzione a settembre».
di M. Elena Quaiotti.
Da il Corriere Mercantile 26/05/2007
NESSUN MOMENTO DI TENSIONE
FORZA NUOVA, PRESIDIO A CERTOSA: TANTA POLIZIA POCHI CONTESTATORI
Il robusto cordone di protezione della polizia è stato solo un elemento coreografico. L’ultima temuta iniziativa elettorale di Forza Nuova in programma ieri pomeriggio in piazza Petrella, nel cuore di Certosa, si è risolta senza alcuna tensione particolare. La dozzina di militanti neofascisti ha condotto il presidio tra volantini e bandiere, poco lontano una decina di antagonisti ha seguito le operazioni senza avvicinarsi troppo. Dopo un paio d’ore la manifestazione è stata sciolta. Tutti a casa, poliziotti compresi.
Qualche momento di tensione si erano vissute quarantotto ore prima in via Pastorino, a Bolzaneto, in occasione di un analogo presidio organizzato sempre da Forza Nuova. Più nutrito era stato il “parterre” dei contestatori comunque tenuto a distanza dalla presenza in forze dei poliziotti del Reparto mobile e della digos.
Le iniziative seguivano i fatti di sabato scorso: corteo di Forza Nuova da piazza Manzoni a Brignole, cariche della polizia per respingere un centinaio ( scarso) di antagonisti. Bollettino finale: ferito un carabiniere, ed un agente, denunciato dalla polizia un militante di estrema destra.
Da il Corriere Mercantile 24/05/2007
PRESIDIO DI FORZA NUOVA A BOLZANETO. TENSIONE, POLIZIA E CONTRO MANIFESTAZIONE.
Il presidio organizzato da Forza Nuova ha mobilitato anarchici, antagonisti e vecchi partigiani.
Bolzaneto, piazza Pastorino, all’altezza dell’ex ospedale, ieri pomeriggio alle 17. La cronaca del teatrino di piazza si risolve in una questione di numeri e in un sostanziale gioco delle parti: dieci esponenti di estrema destra con un banchetto, una trentina di antagonisti, una mezza decina di rappresentanti dell’anpi, una quarantina ( abbondante) di poliziotti del reparto mobile e della digos.
Questi ultimi hanno sostanzialmente protetto i primi da eventuali avanzate dell’area antagonista. Slogan, contro volantini, qualche disagio per il traffico.
Il temuto scontro non si è neppure paventato vista la presenza della polizia. Il presidio di ieri pomeriggio segue di pochi giorni la manifestazione di Forza Nuova di sabato scorso tra san Fruttuoso e Brignole. Allora le forze di polizia avevano caricato i contro manifestanti per allontanarli dal corteo. Nei tafferugli un carabiniere ed un agente erano rimasti feriti, denunciato un militante di estrema destra.
Da City 24/05/2007
FORZA NUOVA A BOLZANETO
Momenti di tensione ieri pomeriggio a Bolzaneto in occasione di un presidio organizzato da Forza Nuova in via Pastorino. Una trentina di antagonisti hanno cercato di avvicinarsi al gruppo di neofascisti protetti da un robusto cordone di sicurezza. Nessun incidente.
Da il Corriere Mercantile 24/05/2007
IL CAPOLISTA DI FORZA NUOVA
VIALE: “ IL FASCISMO HA CREATO L’INPS, LA NUOVA POLITICA UN MONDO DI PRECARI A 500 EURO AL MESE”
“ Come diceva Giorgio Pisanò, la storia è finita nel 1945. Poi, è iniziata la cronaca”.
Carlo Viale, rappresentante, capolista di Forza Nuova per il consiglio Comunale, non ha alcuna reticenza nell’esporre i suoi convincimenti. “ Ovvio, le radici della nostra formazione politica sono nel fascismo. Ma non ci piacciono le etichette, destra oppure sinistra. Noi siamo socialisti, anzi socialisti nazionali. D’altra parte cosa si intende per destra? Forse quella liberal capitalista della casa della libertà?”
“ il fascismo, prosegue Viale, ha grandi meriti. L’Inps, ad esempio chi l’ha creato? Ora invece si pensa a smantellare tutte le protezioni per i lavoratori, a partire dal Tfr che si mangeranno le banche”. E ancora. “ Stiamo diventando una società di precari, con giovani che prendono stipendi da 500 euro, e pensare che qualcuno è cosi folle da giudicare positivamente la legge Biagi…. E la globalizzazione, non ha forse avuto effetti nefasti? Chiaro, a Genova la situazione è ancora peggiore che altrove perché nessuno ha saputo prendere decisioni ma ha gestito i vecchi privilegi”. Due parole anche sul vecchio continente : “ Noi diciamo no all’Europa dei banchieri, ma siamo invece favorevoli ad un’Europa che sia orgogliosa della propria cultura, che sappia di non aver nulla da invidiare agli Stati Uniti, anzi, e che sia rispettosa delle identità nazionali”. A Forza Nuova viene rimproverata una propensione alla politica “ muscolare”. Viale però non ci sta.
“ In tutte le nostre manifestazioni, a Genova, ci siamo comportati bene, rispettando gli accordi che avevamo raggiunto con la Questura. Non abbiamo percorso un metro in più rispetto a quanto ci eravamo accordati a fare. A porre problemi sono sempre i rappresentanti dei centri sociali, i quali vengono a disturbarci. In ogni caso non ho problemi a condannare coloro che, indipendentemente dal loro credo politico, si affidano alla violenza”. I primi contatti con la politica Viale li ha avuti con il Fronte della Gioventù. “ Dopo Fiuggi, però, non ho avuto dubbi sulla scelta da operare: ho sofferto per i silenzi sulla Repubblica Sociale Italiana, quello che si diceva in qual congresso laziale non era più coerente con la nostra storia".
Da il Corriere Mercantile 24/05/2007
COMUNISTI ITALIANI, RIFONDAZIONE E VERDI ACCUSANO.
IL CORTEO DI FORZA NUOVA VIOLA LA COSTITUZIONE
NEL MIRINO IL PREFETTO: “ NON DEVE AUTORIZZARE RADUNI CHE FANNO APOLOGIA DI FASCISMO E NAZISMO”.
Basta raduni di Forza Nuova. “ Basterebbe applicare la costituzione per vietarli”, dicono congiuntamente rifondazione comunista, comunisti italiani, verdi e partito comunista dei lavoratori. Perché, spiegano, “ gruppi come Forza Nuova fanno apologia di fascismo e del nazismo”. Sotto accusa il prefetto, reo di autorizzare manifestazioni di questo tenore, e la gestione della piazza confusionaria con la Finanza che carica mentre la polizia tiene un altro atteggiamento. E i contro-manifestanti con i casti e con un discreto arsenale di oggetti da lanciare contro la polizia? “ sbagliano pure loro, contribuiscono ad alzare la tensione e quindi e quindi a dare uno sproporzionato ritorno mediatico ai raduni di Forza Nuova”. La querelle esplode dopo l’ultima manifestazione neofascista: sabato scorso corteo di novanta neri “ neri” da Piazza Manzoni a Brignole, reparti anti-sommossa che caricano gli anarchici e centri sociali, un paio di uomini in divisa feriti ed un militante di Forza Nuova denunciato. Roberto Delogu, capogruppo in consiglio comunale dei comunisti italiani, insiste sulla gravità della manifestazione come quella dell’altro pomeriggio: “ Forza Nuova professa la ricostruzione del partito fascista e quindi viola un articolo della costituzione , la cui validità è stata ampiamente confermata dagli italiani un anno fa con il referendum”. Quindi, dice Delogu, quel corteo andava vietato. “ a livello locale come a livello centrale, sarebbe necessario un intervento i forte da Roma”, spiega ed aggiunge: “ nelle manifestazioni di piazza si usano due pesi e due misure. Penso a quello che accade tre anni fa in occasione degli scioperi selvaggi degli autisti dell’Amt: furono tutti denunciati e sanzionati”. Agostino Granelli, esponente di rifondazione, contesta apertamente il prefetto Romano: “ E’ la seconda volta in pochi mesi che il rappresentante di governo autorizza Forza nuova a violare la costituzione”. E ne ha pure per la gestione del servizio di ordine pubblico: “ Ultimamente la catena di commando è poco chiara. La digos tiene un certo atteggiamento, altre forze di polizia , sabato scorso, lo ha fatto la Guardia di Finanza caricano i manifestanti”. Giannelli sottolinea poi una contraddizione palese nell’applicazione della legge da parte delle forze di polizia: “ allo stadio sventolare un simbolo nazista comporta precise sanzioni ed una serie di pesanti conseguenze anche per le società sportive, in piazza invece tutto è consentito”!.
C’è poi la questione contro manifestazioni. Fonte, scontata, di tensioni, blindature eccezionali e attenzioni medianiche spasmodiche e sproporzionate rispetto alla consistenza numerica dei partecipanti ai raduni neofascisti. Talvolta con il corollario di flash di guerriglia urbana. “ Quelle iniziativa – argomenta Granelli – sono una cattiva risposta ad una istanza legittima. Contenstare in cinquanta non serve proprio a nulla. Contri i fascisti bisognerebbe scendere in piazza in diecimila”. Con manifestazioni autorizzate? “ Certamente in modo che ognuno si assuma la propria responsabilità”.
Da il Corriere Mercantile 20/05/2007
CORTEO DI FORZA NUOVA: DISAGI E PROTESTE
Due ore di attesa, blocco contro blocco: estremisti di destra da una parte, estremisti di sinistra dall’altra. In mezzo carabinieri, celerini, finanzieri in assetto antisommossa. E via Archimede, innaturalmente deserta e rovente sotto il primo sole estivo a fare da terreno neutro. Il corteo di Forza Nuova, partito alle 18 anziché alle 16 da piazza Giusti, a San Fruttuoso, si è risolto in due paradossi: una massa di una cinquantina di “ antagonisti”, di estrazione assai eterogenea, caricata e poi sospinta in via XX settembre mentre lo struscio del sabato proseguiva un pò turbato, ma neanche troppo; una denuncia per resistenza a pubblico ufficiale di un esponente di estrema destra, estraneo al corteo, estraneo alla manifestazione, “ estraneo gridava lui a tutto”, affacciato a come per caso da una finestra della strada dove gli esagitati erano stati sospinti senza preavviso e criterio. Sputava insulti.
Poi il comizio, che si è perso tra divise e croci celtiche, in piazza della vittoria: megafono in mano a Roberto Fiore, leader nazionale del movimento. Ma che importa? Il più era fatto.
La vecchia strategia della tensione ieri si è rivoltata come un boomerang contro gli antagonisti, riverberando in tutta Italia senza vittime e a costo zero un corteo che sarebbe finito nel dimenticatoio. Mercoledì sera si è giocato il primo tempo di una gara conclusa con un boom mediatico che ha condotto le tematiche di Forza Nuova su tutti i notiziari. La sede, si ricorderà, alle 22.45, era stata assaltata da un gruppo di antagonisti, appunto, che ruppero qualche vetro, imbrattarono qualche muro. Nulla di più,, prima della fuga.risultato sei denunce e un eco invidiabile.
Il fischio d’inizio del secondo tempo lo ha dato il responsabile dell’ordine pubblico per la questura, Pasquale Zazzaro. Erano le 17.30 quando ordinava che fosse allontanato il gruppo di antagonisti fermi al di la del tunnel di via Archimede. La piccola fola antagonista è stata spinta con piccole cariche di alleggerimento verso via XX Settembre.
A cinquecento metri di distanza, in piazza della Vittoria di fronte ad una novantina di fedelissimi, giunti pure da Nizza, Fiore e Riccobaldi hanno parlato di “ Casa – Lavoro – Sanità ” rivendicando i diritti degli italiani. Poi in una ventina di minuti, le bandiere sono state ripiegate e ed il corteo sciolto. In via XX Settembre tutto è finito come era iniziato. Rivoli di antagonisti dispersi nei vicoli mentre le forze dell’ordine rompevano i ranghi. Il computo ufficiale parlerà di un agente contuso.
ROBERTO FIORE LANCIA RICCOBALDI SINDACO: CASA - LAVORO – SANITA’ AGLI ITALIANI.
“ Casa – Lavoro-Sanità agli italiani”. Lo slogan, semplice, proposto dal candidato sindaco di Forza Nuova Angelo Riccobaldi, è stato il motto d’ispirazione su cui ha preso le mosse il corteo di ieri. Il movimento di Roberto fiore ha indossato la sua veste più sociale per giungere alle orecchie ed al cuore dei cittadini genovesi. E’ un corteo rivolto alla gente di popolo, continua Fiore – campi rom, immigrazione incontrollata, attacchi alle donne: questa è l’Italia di oggi e la realtà con cui fa i conti anche Genova. E ad essere colpita è sempre la gente delle fasce più deboli. Forza Nuova è contro questo degrado”.
Dal generale al particolare: “ nei mesi scorsi il comune ha dato 25 appartamenti alle famiglie dei rom mentre ci sono 2500 genovesi in lista di attesa – ha detto Riccobaldi. La regione ha approvato la legge che garantisce copertura sanitaria agli extra comunitari anche senza permesso di soggiorno. Intanto i nostri anziani aspettano giorni e mesi per un appuntamento del medico".
Da il Giornale 19/05/2007
TORNA LA VIOLENZA SUL VOTO: DITRUTTE AUTO E SEDI DI DESTRA
Il clima tanto bello non lo è. Saranno pure schegge impazzite, ma impazziscono un po’ troppo spesso e, chissà come mai, sempre dalla stessa parte. Comunque negli ultimi giorni si è invelenito l’ambiente intorno ai candidati della destra e del centrodestra. Giovedì sera un assalto in piena regola alla sede di Forza Nuova a San Fruttuoso si è concluso solo con gravi danni ma nessun ferito grazie alla volontà di non reagire degli aggrediti. E stavolta c’è un’importante novità. Alcuni dei responsabili sono stati presi, non serve fare ipotesi per allontanare i sospetti. Sei giovani anarchici, già presenti alle manifestazioni contro l’arcivescovo Angelo Bagnasco alla vigilia di Pasqua, sono stati riconosciuti e denunciati dalla polizia. L’occasione per non peggiorare le cose, stavolta l’estrema sinistra ce l’ha. Ed è già oggi. Oggi, quando si terrà un temuto corteo elettorale di Forza Nuova, in programma da tempo, con partenza da piazza Giusti alle 16 e arrivo in piazzale Caviglia a Brignole verso le 18. Temuto per le possibili azioni di chi tenterà di impedirlo. Autonomi, centri sociali, anarchici. Ma non solo. A gettare la maschera è anche Rifondazione comunista. Che non dice una parola contro la violenza messa in campo giovedì sera nell’assalto della sede dell’estrema destra. Ma si preoccupa di chiedere alle autorità di negare a Forza Nuova il diritto a manifestare. «Un corteo in campagna elettorale è una chiara provocazione - scrive la segreteria genovese del Prc -. Nessuna altra forza politica ha fatto altrettanto. Chiediamo a prefetto e questore che vietino tale corteo, per ragioni di ordine pubblico e perché ogni manifestazione di Forza Nuova è in palese violazione con la legge Mancino e con la costituzione stessa.
Da il Secolo XIX 18/05/2007
FORZA NUOVA IL CORTEO PREOCCUPA.
LA MANIFESTAZIONE DI SABATO E’ STATA CLASSIFICATA A “ RISCHIO”.
Doveva essere un appuntamento “ di basso profilo” almeno cosi speravano la Digos e la questura interna. Ma da mercoledì sera gli stessi poliziotti definiscono la situazione preoccupante ed inseriscono il corteo di Forza Nuova in programma domani pomeriggio fra San fruttuoso e Brignole come la manifestazione a rischio del fine settimana, tanto che il numero dei poliziotti in servizio per l’ordine pubblico potrebbe raddoppiare. Tutto questo succede dopo che trenta anarchici hanno assaltato il palazzo di piazza giusti dove il movimento di estrema destra ha sede, armati di pietre e di bastoni, costringendo ad una super manifestazione le forze dell’ordine costrette pure a fare i conti con l’insofferenza degli abitanti. Per quell’episodio sono state denunciate sei persone – l’accusa è danneggiamento aggravato – tutte di età compresa tra i 30 e i 35 anni e gravitanti intorno ai centri sociali “ Immensa” di Bolzaneto e “ Ripe”.
Il primo obiettivo resta, ovviamente, la necessita di stemperare le tensioni in prospettiva dell’iniziativa che Forza Nuova ha imbastito per domani. Il programma della kermesse prevede il concentramento alle 16 in Piazza Giusti, a pochi metri dalla sede, con distribuzione di volantini e materiale informativo sulle elezioni amministrative che si svolgeranno domenica 27 e lunedì 28. quindi passaggi in Piazza Manzoni e ponte Castelfidardo, Via Canevari,, il tunnel che collega Piazza delle Americhe, e chiusura viale Caviglia. Il traffico subirà modificazioni ed interruzioni a singhiozzo per circa due ore, in una fascia oraria abbastanza critica, sebbene i blocchi non si protrarranno troppo a lungo.
In base alle ultime stime della polizia e degli organizzatori stessi, è prevista la partecipazione d’un centinaio di attivisti, compreso il segretario nazionale Roberto Fiore e qualche rappresentante del Nord Italia. “ Non sono i numeri a preoccuparci – rimarcano ancora in questura – ma la possibilità di qualche iniziativa estemporanea”. Perché da almeno dieci giorni – a seguito d’un periodo di assoluto silenzio – “ troppo” – ammetteva ieri più di un investigatore – si è registrata una serie di fermenti poco confortanti. Prima la guerra degli spray che sta inflazionando il quartiere e non solo, poi gli “ attacchinaggi” di volantini abusivi e popi il salto di qualità andato in onda l’altro ieri, allorché il commando ha tentato di sfondare il portone e salire nei locali dove una quindicina di giovani stava preparando manifesti pieghevoli. Nessuno è rimasto ferito, ma ieri mattina il responsabile provinciale Angelo Riccobaldi è stato convocato d’urgenza in Questura : “ E’ evidente – ha ribadito ieri – che la capillare propaganda da noi condotta nei quartieri popolari e proletari del ponente genovese, supportata dalla solidarietà della popolazione, non può che dare fastigio a certe frange che di proletario hanno solo il nome, mentre nei fatti altro non fanno che fiancheggiare e appoggiare il sistema capitalistico dei banchieri”. In realtà la Digos non era molto interessata all’enfasi degli slogan elettorali, quanto alle tensioni delle ultime ore. L’indicazione, netta, rivolta a Forza Nuova è stata quella di non esasperare gli animi, evitando in particolare il proliferare di croci celtiche sui muri della zona.
Ieri pomeriggio un drappello di militanti era di nuovo in piazza Giusti, per ricordare che la sfilata si chiuderà con la commemorazione di Ugo Venturini. E la polizia intanto raddoppia la scorta.
I PRECEDENTI
DA NERVI AL CENTRO TRA SLOGAN E TENSIONI.
Ogni manifestazione di Forza Nuova è stata negli ultimi quattro anni ( anche ) una questione di orine pubblico. L’ultimo corteo in ordine di tempo risale al 3 novembre scorso, un venerdì pomeriggio, quando una cinquantina di neofascisti sfilò da piazza Brignole a Corvetto per protestare contro la possibile costruzione di una moschea a Cornigliano. Per l’occasione furono schierati 500 fra poliziotti e carabinieri, il centro fu blindato ed il traffico rimase parallizzato per ore ma non si verificò alcun incidente. Tensione senza scontri anche nel novembre 2004 ad Apparizione – dov’era stato organizzato un concerto alternativo a una manifestazione a Cornigliano vietata dal Questore a Cornigliano – ed il 22 novembre 2003 a Nervi: negozi chiusi, strade bloccate, proteste di abitanti e Levante isolata dal resto della città, ma fortunatamente nessun tafferuglio.
Da Il Corriere mercantile 18/05/2007
ASSALTO A FORZA NUOVA, 6 ANARCHICI DENUNCIATI
Danneggiamento aggravato in concorso. Questa l’ipotesi di reato per cui sono state indagate le sei persone fermate mercoledì notte in via Fiume venti minuti dopo la’’assalto alla sede di forza nuova in piazza manzoni. Si tratta di sei uomini di età compresa tra i 25 ed i 40 anni, tutti appartenenti ad area politica anarchica.tra loro anche persone che parteciparono alla vigilia di Pasqua ad una manifestazione anticlericale in piazza san Giorgio. Tutti sono già noti alle forze di polizia. Oltre a loro, il commando era quasi certamente composto anche da appartenente al gruppo degli Sharp, falange di sinistra del movimento degli skin. Alcuni di loro sono stati riconosciuti dalle vittime durante l’assalto.
I sei denunciati erano stai visti allontanarsi di corsa da Piazza Manzoni. Gli agenti di una volante in avvicinamento avevano notato un gruppetto di circa dieci persone correre in via Canevari in direzione della stazione di Brignole. Avevano però una nota di servizio da rispettare. Sono giunti di fronte alla sede di Forza Nuova, trovando quattro pattuglie di carabinieri e tre di finanzieri. Questi ultmi nella notte di martedì dovevano monitorare la sede del partito di estrema destra “ come obiettivo sensibile” insieme ad una serie di altri edifici e strutture. I poliziotti, considerando che la situazione era sotto controllo, si sono allontanati rimettendosi sulle tracce dei presunti colpevoli. Hanno colpito nel segno. Dopo aver brevemente pattugliato la zona hanno icrociato le sei persone. Queste sono state avvicinate e fermate, quindi condotte in questura per il riconoscimento. Dopo una nottata di interrogatori sono stati denunciati e lasciati liberi. Il commando che ha assaltato la sede di Forza Nuova era composto da almeno venti elementi, forse più. Per gli inquirenti, la loro azione, premeditata, era tesa alla devastazione degli uffici ed all’aggressione degli iscritti presenti nella sede. Lunedì all’interno del portone erano state vergate scritte minacciose quali: “Qui succederà qualcosa”ed altre, prontamente cancellate. Ma gli aggressori sono stati disturbati dall’arrivo di una pattuglia della polizia municipale. Gli agenti hanno immediatamente chiesto soccorso ai colleghi ed agli operativi delle altre forze di polizia. I primi a giungere sul posto sono stati i carabinieri del nucleo radiomobile. Ma quando i militari sono arrivati in piazza Manzoni, gli aggressori avevano già danneggiato il portone desistito dal tentativo di violare gli uffici, dato vita ad un lancio di oggetti e quindi si erano allontanati. La polizia ha acquisito anche i video registrati dalle telecamere puntate sia sul luogo del raid sia sulle strade percorse dai gruppi di aggressori.
E domani in un clima di tensione, è in programma alle ore 16 un corteo da piazza Manzoni a piazza Verdi proprio degli iscritti genovesi di Forza Nuova per sostenere il candidato sindaco Angelo Riccobaldi e commemorare la morte di Ugo Venturini.
LA REAZIONE
IL LEADER REGIONALE RICCOBALDI : “ UN ATTACCO PREMEDITATO”.
“ Si tratta di un attacco premeditato studiato nei minimi particolari. Per fortuna non ci sono state reazioni da parte dei nostri militanti”. Questo il commento del segretario reginale ligure Angelo Riccobaldi in merito all’assalto alla sede genovese del movimento di estrema destra di Genova. Intanto proseguono le indagini di polizia e carabinieri per risalire a tutti gli assalitori tra i 20 e 30, armati di spranghe e bastoni. Da una prima ricostruzione sembra che gli assalitori abbiano prima infranto la porta a vetri del piano terra e poi abbiano rotto i vetri della sede del movimento. Nella sede erano presenti 15 militanti di Forza Nuova ma tra i due gruppi non c’è stato scontro fisico e non si registrano feriti. “ E’ evidente – si legge in una nota della federazione genovese di Forza Nuova, che la capillare propaganda che Forza Nuova sta facendo nei quartieri popolari e proletari del ponente genovese, supportata da manifestazioni di solidarietà della popolazione, non può che dare fastidio a certe frange che di proletariato hanno solo il nome, mentre nei fatti altro non fanno che fiancheggiare ed appoggiare il sistema capitalistico ed usurocratico dei banchieri”. Forza Nuova ridisce con maggiore enfasi " il suo impegno nella lotta a fianco dei genovesi meno abbienti ed invita la popolazione a parteipare al coteo di sabato 19 per il diritto alla casa per gli italiani". La manifestazione è in programma domani pomeriggio con concentrazione proprio in piazza Giusti.
Da Il Secolo XIX 17/05/07
COMMANDO ASSALTA SEDE DI FORZA NUOVA.
SEI PRESI E DENUNCIATI
SFONDATO PRIMA IL PORTONE, POI LA PORTA AL PRIMO PIANO. I SOSPETTATI SONO STATI FERMATI IN VIA VENTI SETTEMBRE
Un tentativo di assalto alla sede genovese del movimento di estrema destra Forza Nuova, in Piazza Giusti, a San Fruttuoso, è stato compiuto ieri sera da una ventina di giovani mascherati ed armati di bastoni. Il commando ha prima infranto con delle spranghe il portone di vetro che dà sulla piazza e poi è salito al primo piano, riuscendo – secondo le prime testimonianze – a sfondare a calci la porta d’ingresso della sede. Dopo aver lanciato alcuni oggetti all’interno dell’appartamento dove era in corso una riunione pre elettorale degli iscritti al movimento, gli autori del raid sono fuggiti travolgendo alcuni motorini parcheggiati. Secondo un prima ricostruzione non sembra ci sia stato contatto fisico tra i due gruppi. Sul posto sono intervenute numerose pattuglie del nucleo radio mobile dei carabinieri, gli agenti di alcune volanti della polizia e militari della guardia di finanza.
A pochi minuti dal tentativo di assalto, la polizia ha fermato in via venti settembre un gruppo di sei giovani, definiti secondo i primi frammentari elementi che è stato possibile raccogliere ieri a tarda sera, come appartenenti a fazioni di matrice anarchica. I sei sono stati identificati e, con ogni probabilità, saranno denunciati a piede libero per danneggiamenti. È questo l’unico reato che al momento è stato ipotizzato dagli agenti, reato per il quale è necessaria la denuncia della parte offesa. Angelo Riccobaldi, leader e candidato sindaco per le prossime elezioni amministrative, del movimento di Forza Nuova, si trovava a Rapallo per un comizio quando è stato raggiunto dalla notizia del blitz: “ Sono preoccupato per l’integrità dei miei militanti – spiega al telefono cellulare – mentre imbocca l’autostrada per raggiungere in tutta fretta la sede di Piazza Giusti – e anche per ciò che questo gesto rappresenta. Evidentemente la nostra campagna elettorale, improntata sul confronto con la gente anche e soprattutto dei quartieri popolari roccaforti della sinistra, dà fastidio a qualcuno. Cosi come da fastidio la manifestazione fissata per sabato nella quale torneremo sul tema dei diritti fondamentali, come la casa, il lavoro , la salute , che lo stato deve garantire prima di tutto agli italiani e non agli extracomunitari”. L’episodio di ieri non è isolato: “ Non avevamo ancora ricevuto minacce fisiche cosi concrete e violente – conclude Riccobaldi – ma scritte nel portone dove abbiamo la sede quelle ci sono state e si sono ripetute insistentemente negli ultimi tempi”.
L’indignazione del fronte di Forza Nuova si accompagna all’esasperazione degli abitanti del palazzo di Piazza Giusti “ Sono mesi che dobbiamo convivere con la sede di questo partito di estrema destra, fortemente contestato e al contempo contestatore. Solo stamattina ( ieri per chi legge) avevamo cancellato della svastiche che erano state disegnate sui muri del portone”.
Da il Corriere Mercantile 17/05/07
Tentativo di assalto alla sede di Genova del movimento di estrema destra Forza Nuova, in piazza Manzoni, nel quartiere di San Fruttuoso. Nella notte, verso la mezzanotte di ieri, una trentina di giovani mascherati e armati di bastoni hanno infranto con spranghe, sassi e bastone il portone di vetro sulla piazza tentando di salire al primo piano, dove si trovavano alcuni iscritti a Forza Nuova in riunione. Gli assaltatori hanno raggiunto piazza Giusti a bordo di scooter, armati di sassi e spranghe. Prima hanno danneggiato il portone dell'edificio, devanstando i due battenti in metallo e vetro e poi sono fuggiti. I carabinieri confermano che tra gli assaltatori non hanno aggredito nessuno degli iscritti al movimento presenti nella sede e non c'è stato alcun ferito. Precisato inoltre che il gruppo di assaltatori, 30 persone, con il volto mascherato, non è riuscito a raggiungere la sede al primo piano dell'edificio - come era invece nei programmi del gruppo - perchè raggiunti da una pattuglia dei vigili, ma dalla strada hanno bersagliato le finestre della sede del partito con tubi di ferro e pietre, prima di fuggire nella direzione della stazione di Brignole, prima che arrivassero le numerose pattuglie di polizia e carabinieri. Proprio la polizia ha identificato 5 ragazzi fermati in via XX Settembre. Gli esagitati sono stati identificati dalle vittime in anarchici genovesi a loro noti. Ora le indagini sono state affidate a carabinieri e guardia di finanza che già ieri aveva il compito di tenere sotto controllo la sede di Forza Nuova, considerata a Genova "obiettivo sensibile".
Da Il Secolo XIX 13/05/2007
FORZA NUOVA CORTEO NEI VICOLI
Forza Nuova scende in piazza e lo fa nei vicoli, tra Via degli Orefici, Campetto e Soziglia. una ventina di esponenti del movimento di estrema destra, guidati dal candidato sindaco Angelo Riccobaldi, hanno sventolato le loro bandiere e distribuito volantini contro il Comune che " assegna case agli zingari e le nega ai genovesi". Guardati a vista da un gruppo di agenti della Digos, i manifestanti alla fine hanno rivolto un appello al voto, con Riccobaldi che, megafono alla mano, ha arringato i passanti sulla " necessaria lotta all'immigrazione", e sull'ormai " improponibile esigenza di battere moneta locale" e sulla " fondamentale battaglia al commercio abusivo". Quattro ragazzi residenti ed un turista hanno urlato " vergogna" ai manifestanti ed altri hanno chiesto ai poliziotti di interrompere la manifestazione in quanto " di stampo fascista e quindi anticostituzionale", ma la Digos ha riportato subito alla calma. Altri hanno rifiutato i volantini. Altri ancora si sono fermati per discutere ed esprimere consenso, specie in tema di sicurezza nel centro storico e nelle periferie. Il tutto è durato 45 minuti, poi il presidio si è sciolto.
Da La Repubblica 10/05/2007
RICCOBALDI? PIU' CONOSCIUTO DEL PROF
Tutti conoscono la Vincenzi ma a sorpresa, Angelo Riccobaldi di Forza Nuova è più conosciuto di Enrico Musso, candidato del centro destra: è vero che solo tre settimane fa il gap tra i due era di otto punti ma favore del portabandiera dell’ultradestra mentre adesso è solamente di tre punti, ma la curiosità resta. Nessuno conosce invece i candidati minori.
Diminuisce il numero di chi andrà certamente a votare, aumenta quello di chi probabilmente andrà a votare: la sostanza resta praticamente identica, solo in 5% dichiara che centamente non andrà a votare ed il due dice che non lo sa, ma alla fine la percentuale sarà decisamente alta.
Nota metodologica.
Il sondaggio che pubblichiamo è stato effettuato il 7 ed 8 maggio, attraverso interviste telefoniche con l’ausilio del sistema Cati, su un campione di mille cittadini residenti a Genova, disaggregati per sesso, età ed area di residenza.
Da Il Giornale 08/05/2007
DOBBIAMO BATTERCI CONTRO IL RELATIVISMO PIU' BLASFEMO
Egregio direttore, esistono due verità: la verità oggettiva ( la civiltà . il diritto naturale) con le sue conseguenze religiose, politiche, economico sociali e il relativismo con le sue altrettante conseguenze religiose, politiche, economico sociali. Relativismo, nato dai principi massonico -giacobini tipici della rivoluzione francese, presente ormai nel nostro tessuto sociale e nelle istituzioni politiche sia liberali che social - comuniste. Ed è proprio in nome di questo relativismo, che vengono tolti i Crocefissi nelle aule scolastiche per la presenza di alunni islamici, viene proposto il diritto di voto agli extra-comunitari regolari e non, si propongono i Dico, si propone l’aborto, la droga libera e l’eutanasia.
Ed è ancora in nome di questo relativismo ( già condannato dal Santo Padre Benedetto XVI) entrando nel merito, a Genova viene pubblicato un blasfemo giornalino denominato “ Ergo Sum” definito “ periodico di informazione e cultura” a distribuzione gratuita con tanto di direttore responsabile a nome Matteo Politanò. Da tutto ciò è ormai chiaro a tutti che ci troviamo di fronte ad un attacco di anticlericalismo estremizzato ( portato avanti anche da Andrea Gallo che manifesta contro il Family Day) ma la cosa più grave è che questa pubblicazione è patrocinata dall’Assessorato alla Cultura della Provincia con la presenza di un articolo di Maria Cristina Castellani, assessore provinciale. Non si può certo definire una goliardia, perché un Cristo incappucciato con un preservativo non è certo un qualcosa dal “ sapore goliardico” è solo un immagine sacrilega, blasfema che urta la sensibilità del sottoscritto e spero di tutti quelli che si definiscono cattolici-credenti. Sono, siamo veramente indignati, come comunità civile e politica nei confronti della Istituzione Provincia di Genova e riteniamo responsabili di questa pubblicazione chi attacca il Family day che passa dal sesso esplicito alle accuse a tutti coloro che criticano i Dico il presidente Repetto e tutta la giunta provinciale che ha permesso con i soldi pubblici di insultare Cristo e la Chiesa.
Con ogni probabilità sui confronti del presidente repetto, dell’assessore Maria Cristina Castellani, del signor Matteo Politane, del signor Marco Fiorello farò una denuncia alle autorità competenti per violazione dell’articolo 404 del Codice Penale sulle offese alla religione mediante vilipendio di cose.
Mario Troviso
Candidato alla Presidenza della provincia di Genova per Forza Nuova
Da Il Giornale 26/04/2007
UNA PROIEZIONE RICORDA LE STRAGI SUBITE DAI VINTI
Scorrono lentamente sullo schermo le immagini de «I giorni di Caino», il film realizzato da Paolo Pisanò (fratello di Giorgio, senatore missino) per ricordare, dalla parte dei vinti, la guerra civile in Italia nel biennio 1943-1945. E per far luce, a distanza di tanti anni, sulle «stragi dimenticate nella storia scritta dai vincitori».
La vigilia del 25 aprile si sono dati appuntamento dopo cena nella sede di piazza Giusti, simpatizzanti e responsabili politici di Forza Nuova. Tutti davanti al televisore e occhi puntati sulle «cronache del calvario»: omicidi e delitti subiti dai fascisti i giorni successivi alla liberazione. «Festa di liberazione? - s’interroga il coordinatore regionale Angelo Riccobaldi - Certamente no. Semmai di occupazione perché dal 1945 sono arrivati gli americani e non se ne sono più andati». Tranciante. Per Carlo Viale, storico e studioso di quegli anni, «il 25 aprile continua a dividere gli italiani, mentre dovrebbe essere il giorno del ricordo e della preghiera per tutti i caduti in guerra». Lo hanno fatto ieri mattina alcuni esponenti del partito, recandosi presso il cimitero di Altare dove sono sepolti i caduti fascisti e quelli della Resistenza.
La sera prima, invece, fari puntati sul reportage di Paolo Pisanò, andato in onda per la prima volta sette anni fa su Telecampione. Mezz'ora abbondante di racconti, storie e drammi personali vissuti dai parenti delle vittime fasciste, all'indomani della liberazione. Dalla strage di Rovetta a quella di Urgnano, a distanza di 24 ore l'una dall'altra. Il 28 aprile 1945 a Rovetta, in val Seriana, furono giustiziati 43 prigionieri della legione «Tagliamento», come rappresaglia dopo l'uccisione di alcuni partigiani. «Ma nessuno è mai stato punito per quei fatti», ricordano i familiari nel film-documentario. Stessa sorte toccò il giorno dopo a nove abitanti di Urgnano, che furono caricati sopra una corriera, condotti alla questura di Bergamo, prima di essere uccisi lungo il viale del cimitero. Di questa strage per più di mezzo secolo non si è saputo nulla. «Inutile le richieste di notizie alla Procura della Repubblica. Per lo Stato italiano l'eccidio di Urgnano non è mai avvenuto. Quando non ci saremo più, diranno che i nostri parenti sono morti di polmonite».
Anche Genova fu teatro della resa dei conti dopo il 25 aprile. Numeri scolpiti nella memoria dello storico, Carlo Viale: «Furono 560 i morti a guerra finita. Il prezzo più alto lo hanno pagato i combattenti politici, ma anche 90 donne, gente del popolo, persone che non erano state attratte dal sogno del comunismo».
Da Il Giornale 13/04/2007
L'AUSPICIO DEL PAPA: BAGNASCO CONTINUI COSI'
E' POLEMICA SUI PARTITI CHE NON CONDANNANO LE SCRITTE. FORZA NUOVA :" LE RIPULIREMO NOI".
Mezza Italia indaga, l’altra mezza litiga. Le scritte intimidatorie contro l’arcivescovo apparse a Bologna, Torino e Napoli, oltre che a Genova, anche ieri hanno scatenato vivaci polemiche. Sotto accusa sono finiti i partiti (Verdi, Rifondazione, Comunisti Italiani) e i singoli consiglieri (dei Ds) che in Comune a Genova e Bologna non hanno votato la solidarietà ad Angelo Bagnasco. Mentre le procure di tutte le città dove sono comparse stanno cercando di risalire agli autori delle minacce. Il segretario generale della Cei, Giuseppe Betori, a nome dei vescovi italiani ha intanto ribadito la solidarietà al nostro arcivescovo: «Siamo attenti e allo stesso tempo fiduciosi: vorremmo che tutti fossero consapevoli che è lontano da noi qualsiasi spirito polemico o peggio ancora di divisione. Auspicando che l’opera di monsignor Bagnasco di guida e di discernimento continui instancabile al servizio delle coscienze e del bene comune. Ciò è richiesto, del resto dalla missione della chiesa nella società italiana e come tale è riconosciuto ed auspicato dalla Santa Sede».
Sul fronte della politica, critiche agli «astensionisti» sono piovute da destra e sinistra. «Spero che chi si è astenuto rifletta seriamente, è stato un errore» ha detto il sindaco di Bologna, il diessino Sergio Cofferati, commentando una situazione analoga a quella di Genova. Forza Italia ha chiesto che il governo riferisca in Parlamento su scritte e contromisure, Rifondazione ha difeso la «libertà di dissenso» provocando la replica dell’Udc che ha accusato «i comunisti nostrani» di «connivenza politica con chi minaccia la Chiesa».
Il quotidiano della Cei Avvenire ieri ha dedicato un’intera pagina alle scritte intimidatorie riportando i commenti dei cardinali di Bologna, Carlo Caffarra («gli atti di violenza, quand'anche solo verbale, si condannano da sè»), e Torino, Severino Poletto. Adriano Fabris, docente di etica della comunicazione all’ateneo di Pisa, ricorda inoltre come nei giorni scorsi «esempi e accostamenti che tali erano solo nell'interpretazione di un cronista» abbiano suscitato un caso che, forse, avrà fatto vendere qualche copia di giornale in più ma ha scatenato un clima di violenza.
A Genova, Forza Nuova si è offerta di ripulire i muri di Sampierdarena dalle minacce («Bagnasco a morte») al vescovo. «Sono opera di frange numericamente risibili e destinate ad un triste tramonto - dice il movimento di destra-. Vista l'incapacità del Comune, prigioniero delle forze comuniste che hanno volutamente sorvolato sull'accaduto, provvederemo noi alla cancellazione di questi ignobili graffiti».Scritte e polemiche non hanno sconvolto l’agenda dell’arcivescovo che domani riprenderà le celebrazioni nella diocesi. Alle 7.30 guiderà il pellegrinaggio mensile e celebrerà la messa al Santuario della Madonna della Guardia, alle 11 sarà al convitto ecclesiastico, alle 17.30 celebrerà la messa nella parrocchia della Misericordia e Santa Fede conferendo la cresima.
Da Il Giornale 12/04/2007
FORZA NUOVA ALL'ATTACCO
L'ALLARME TERROSRISMO DEL SISDE SULLE CONFERENZE DI SCALZONE
L’informativa del Sisde che indica Genova come città a più alto rischio terrorismo fa riflettere. Ancor più alla vigilia del doppio appuntamento ligure con Oreste Scalzone (stasera sarà al centro sociale Zapata di Sampierdarena), ex leader di Potere Operaio, ex terrorista mai pentito.
Forza Nuova rincara la dose. Non solo un affondo contro il silenzio assoluto di Comune e Provincia sulla presenza di Scalzone allo Zapata. L’estrema destra chiede «la chiusura immediata di tutti i centri sociali, ricettacolo di droga ed eversione».
Da Il secolo XIX 11/04/2007
VIA LE BARRIERE PER I DISABILI, ICI ABOLITA
Da Forza Nuova, con le sue celtiche nei manifesti al partito Comunista dei lavoratori, con le sue falci e martello così ostentate, la sistanza è politicamente significativa.
Eppure sui temi sociali, i candidati sindaco delle ali estreme hanno proposte dalla stessa intensità radicale. Resta ovviamente, una notevole diversità nei toni usati, basta pensare ai due leader nazionali: Roberto Fiore, che no fa mistero delle sue idee nostalgiche del fascismo, e Marco Ferrando, allontanato da Rifondazione per le sue tesi sulle missioni italiane in Iraq.
Sui giovani Angelo Riccobaldi, vuole dotare" soprattutto le periferie di centri di aggregazione per lo svago giovanile" e incentivare i ragazzi esclusi dal mercato del lavoro" a costituirsi in cooperative sociali che potranno spaziare in tutti i campi occupazionali".
Sul fronte economico, per altro, Riccobaldi torna a parlare del contributo mensile per i disoccupati, da pagare sia in euro sia nella moneta comunale che è il piatto forte del piano di Forza Nuova.
Sui disabili Riccobaldi ha in mente un programma di forti investimenti per costruire nuovi ascensori, scale mobili, automezzi comunali specializzati, gruppi di volonatari altamente formati.
Per quanto riguarda l'emergenza casa, la strategia è "assegnare le centinaia di case sfitte a chi è senza alloggio", ovviamente, per riccobaldi "escludendo zingari e stranieri". E se Forza Nuova sostiene che l'unica strada per combattere la droga è la " totale repressione dello spaccio", istituendo anche un corpo specializzato di polizia municipale.
Infine, le ali estreme pensano e |